«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)

San Sebastiano depulsor pestilitatis. Da Roma a Pavia alla Sicilia

 

La basilica di San Pietro in Vincoli è nota perché, fra le tante reliquie e opere d'arte, ospita soprattutto la celebre statua marmorea del Mosè di Michelangelo.

Grande stupore suscita, ciononostante, il mosaico nel terzo altare della navata sinistra raffigurante un San Sebastiano maturo, con la barba e nelle vesti di un tribuno romano (fig.1).


LA SCALINATA DI SAN SEBASTIANO. E DIRE CHE NON LA VOLEVANO


Là dove finisce la Via Gaetano Italia, un secondo dopo aver messo piede (o ruota) in Via Duca d’Aosta per raggiungere finalmente Piazza del Popolo, vedi stagliarsi sullo sfondo l’imponente facciata della chiesa di San Sebastiano.

I bombardamenti del luglio 1943 a Palazzolo

Il drammatico racconto di un testimone del tempo: il prof. Erminio Pricone

È il drammatico racconto di un cittadino palazzolese testimone del tempo: il prof. Erminio Pricone. Il dattiloscritto mi fu affidato con la più ampia facoltà di disporne come e quando avrei voluto. Nel più assoluto rispetto della memoria di chi più non è, ho ritenuto opportuno pubblicarlo così come, allora (il 6 giugno 2000), mi fu consegnato.

Sul questo stesso Blog si potrà leggere un mio articolo già pubblicato su "Il Corriere degli Iblei" dal titolo "Luglio 1943: cinquant'anni fa una lapide in memoria". La lapide, come è noto, fu apposta all'inizio del Corso Vittorio Emanuele per onorare le vittime innocenti di questa gravissima e indimenticabile tragedia compiutasi a Palazzolo nello spazio di 24 ore.

Nello Blancato

 


 

I Santi puniti. Dalle suppliche, agli insulti, alle violenze “fisiche”

“Signuruzzu, ciuviti ciuviti / Cà li lavura su morti di siti; / Ni mannati una bbona / Senza lampi e senza trona”. 

La penuria di pioggia, quando si protrae a dismisura, provoca gravi danni alle campagne e ne compromette i raccolti. La piaga della siccità ha sempre preoccupato e preoccupa non solo i contadini ma la popolazione tutta, visto il legame viscerale tra l’uomo e la madre terra:  

Resibela ti cermo non fare più male

Rimedi e scongiuri nella tradizione popolare

Sulla scia di un pezzo pubblicato qualche tempo fa (Precetti antichi d'igiene), ancora una volta vogliamo generosamente mettere altri rimedi a beneficio di chiunque, di sicuro assai utili per superare taluni problemi di salute che nel quotidiano affliggono un po’ tutti.

Dal latte (di capra) munto a vista, al “mungitoio municipale”, al latte in bottiglia, al tetrapak

Lu culu ‘nta la petra, la facci ‘nta lu culu, e li manu ‘ntra li vèrtuli            


Nell’immaginario collettivo il latte ha avuto da sempre un ruolo centrale come elemento primordiale e fonte di vita. È il primo alimento che si scopre appena si viene al mondo ed è anche il più completo e ricco tra quelli esistenti in natura. 

C’era una volta… A naca a-bbuòlu

 


L’immagine della casa ri stari con il letto matrimoniale, la naca a-bbuòlo, il cannizzu, per tanti anni è stata icona e ambasciatrice della Casa-museo di Palazzolo e della civiltà contadina iblea. Quando fu pubblicata, nel novembre del 1972 (era la sovraccoperta del volume di A. Uccello, Folklore Siciliano…), rappresentava ancora un passato abbastanza recente e se possibile ancora rintracciabile in certe zone dell’isola. Oggi a distanza di quarant’anni è passata un’eternità e quel passato è scivolato via definitivamente. 

Pòspiri e pùspireri, tabbaccu e tabbaccheri

 …a Palazzolo per qualche tempo fu operante una fabbrica di fiammiferi da cucina. “Il Semaforo”, giornale locale fondato dall’avv. Rosario Branca, ne diede notizia con un certo risalto…

dal web

Da convento a scuola elementare. La storia del plesso “Giuseppe Fava” di Palazzolo

 

Al momento della soppressione (25 ottobre1866) gli ospiti del convento erano 13, di cui 8 sacerdoti e 5 laici (cucuzzuni)

C’era una volta... il lume a petrolio

 



Il lume a petrolio fu proposto per la prima volta all’esposizione di Parigi del 1867. Non più olio o trementina per alimentare i lumi, ma petrolio “americano”, così chiamato perchè proveniva dagli USA dove nel 1859 era entrato in funzione il primo pozzo petrolifero. 

Mestieri che scompaiono: Il calzolaio (u scarparu)


 Il calzolaio è l'artigiano che, senza il supporto di macchine, confeziona e aggiusta scarpe e calzature in genere; il ciabattino, un gradino sotto, esegue solo riparazioni.

Giovedì 12 agosto alle ore 21 “Ci vediamo al Cavallino Rosso” in piazza del Popolo n. 19.


Il libro racconta la città: luoghi, storie, persone, occupazioni, abitudini.   

È un tassello di storia minore del nostro territorio: dà una veduta d’insieme di quelli che furono gli anni Sessanta o giù di lì.

Protagonisti sono le persone che all’incirca operarono in quegli anni e con i loro comportamenti, le azioni più o meno ordinarie della vita quotidiana lasciarono un segno, ancorché minimo: ognuno secondo le proprie specificità.

Protagonisti sono le persone che a volte diventano io narrante e raccontano… raccontano… e si raccontano.

Protagonisti sono le testimonianze, le immagini, i ricordi in prima persona dell’Autore, visto il tipo di lavoro svolto dai propri familiari. Per oltre un quarto di secolo non solo ha condiviso fatiche e responsabilità ma ha pure respirato le atmosfere fumose e a volte controverse di quegli ambienti (il caffe “Acre” prima e il “Cavallino Rosso” poi) popolati da una composita fauna umana. Ha avuto modo, così, di conoscere a fondo una parte dei personaggi presi in considerazione nel presente lavoro e tratteggiarli senza scostarsi troppo dal loro profilo autentico. Per la restante parte dei personaggi si è servito anche qui dei ricordi personali, ma soprattutto delle tantissime testimonianze orali acquisite nel corso degli anni. 


 

Correva l’anno… Palazzolo. La chiesa rupestre di san Corrado

 


Dopo il terremoto del 1693 delle oltre 38 chiese e chiesette esistenti a Palazzolo, per motivi diversi (o perché diroccate o perché abolite per carenza di devozione), ne rimasero aperte al culto meno della metà, tra queste anche la chiesa rupestre di san Corrado nella grotta omonima, nel costone a picco sulla valle dell’Anapo.

Precetti antichi di igiene

 "A mia insaputa" in uno scaffale della mia libreria giace una copia della rivista mensile illustrata "L'igiene e la vita", datata Gennaio1921. Direttore: On. Dott. Giulio Casalini.