Si
scende a lume di candela e a piedi scalzi, attraverso stretti cunicoli, per
arrivare ad oltre 100 m di profondità.
«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)
Si
scende a lume di candela e a piedi scalzi, attraverso stretti cunicoli, per
arrivare ad oltre 100 m di profondità.
A la
stasciuni / Fazzu cumèrii ppi li picciriddi; / Ppi li sdirri facceri ri
cartuni, / A pprimavera caggi ri cardidddi…
PALAZZOLO. In questo mese è uscito in Italia il
film “Il cacciatore di aquiloni” ambientato a Kabul intorno agli anni ’70. In
Afghanistan il film è stato vietato per una somma di ragioni, non ultima la certezza
che i Talebani avrebbero fatto saltare in aria cinema e spettatori durante la
proiezione. Bellissima la storia raccontata, ma troppo realistiche, per il
governo di Kabul, le scene del film.
Quando a scuola si usavano le bacchettate
PALAZZOLO. I severi maestri
elementari dell'antica Roma tenevano sempre a portata di mano una bacchetta di
ferula appositamente per le punizioni corporali. Era una prassi batterla sulle
mani e sulle gambe dei piccoli scolari per porre rimedio alla disobbedienza e
all'indisciplina. Tale "pedagogia del bastone", risalente al tempo
delle guerre puniche, si è perpetuata fino ai primi decenni del secolo appena
trascorso e in alcuni casi anche a ridosso degli ultimi. Tra quelli che ci
leggono sicuramente ci sarà qualcuno che si ricorda ancora del suo maestro soprattutto
perchè, spesso e volentieri metteva in pratica questo arcaico ma convincente
"metodo educativo".

Paolo Tinè, del ramo dei “Cazzarelli”, da ragazzo era conosciuto come Paolo Tarzan per la grande abilità di arrampicarsi sugli alberi tale e quale una scimmia, vale a dire come Tarzan, l’uomo scimmia per antonomasia.
Sotto
le finestre sud del plesso scolastico delle elementari di Piazza Biblioteca, di
fronte alla porcilaia dove don Nannino tirava su i suoi maiali a forza di lavatura,
cioè con l’acqua di cottura della pasta della refezione scolastica, una
volta esisteva un gigantesco albero che in altezza superava le finestre del 1°
piano. Su quell’albero, Paolo, tutti i giorni all’uscita da scuola, dava
dimostrazione della sua destrezza arrampicandosi fin sulla cima e, saltando da
un ramo all’altro, emulava le gesta di Tarzan, accompagnate, naturalmente, dal
mitico urlo.
Ancora
fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, il contadino, proprietario di 3-4
ettari di terreno, di un mulo o di un asino e di qualche bovino, riusciva a
lavorare in proprio collaborato dalla moglie e dai figli maschi (figghi
màsculi, cannizzi addritta); in caso
di bisogno reclutava a giornata qualche bracciante (jurnataru).
I massari, invece, proprietari di stacchi di terra più estesi con diversi equini
e più bovini necessitavano di manodopera salariata (jarzuni) allocata ad
anno (adduvati) per procedere ai lavori più faticosi della campagna.
Rimedi e scongiuri nella tradizione
popolare
Sulla scia di un pezzo pubblicato qualche tempo fa (Precetti antichi d'igiene), ancora una volta vogliamo generosamente mettere altri rimedi a beneficio di chiunque, di sicuro assai utili per superare taluni problemi di salute che nel quotidiano affliggono un po’ tutti.
Al momento della soppressione (25 ottobre1866) gli ospiti
del convento erano 13, di cui 8 sacerdoti e 5 laici (cucuzzuni)
Il
lume a petrolio fu proposto per la prima volta all’esposizione di Parigi del
1867. Non più olio o trementina per alimentare i lumi, ma petrolio “americano”,
così chiamato perchè proveniva dagli USA dove nel 1859 era entrato in funzione
il primo pozzo petrolifero.
Dopo il terremoto del 1693 delle oltre 38 chiese e chiesette esistenti a Palazzolo, per motivi diversi (o perché diroccate o perché abolite per carenza di devozione), ne rimasero aperte al culto meno della metà, tra queste anche la chiesa rupestre di san Corrado nella grotta omonima, nel costone a picco sulla valle dell’Anapo.
"A mia insaputa" in uno scaffale della mia libreria giace una copia della rivista mensile illustrata "L'igiene e la vita", datata Gennaio1921. Direttore: On. Dott. Giulio Casalini.
Nel 1969, la 1° edizione di “Del mangiare Siracusano” a cura di Antonino Uccello, a p. 37 riporta un pezzo di Gaetano Passarello dal titolo “Le trote di Manghisi, intermezzo di Pietro Mascagni”.