«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)

IL SALE: DA SOSTANZA ALIMENTARE AD ELEMENTO “MAGICO”

A Palazzolo si sente ancora bandezzare un anziano salaru con la sua caratteristica intonazione: … u saaali … u saaaaaali! ...


PALAZZOLO. L’etimo della parola salario, la retribuzione che il datore di lavoro paga al dipendente, ha origine da salarium, la razione di sale che i soldati e i magistrati romani ricevevano come indennità per il lavoro prestato. Il sale, specie nelle regioni lontane dal mare, aveva un valore altissimo sia per il costo del trasporto (la via Salaria che da Roma arriva fino ad Ascoli Piceno è una antichissima via del sale) e sia perché era un prodotto tassato. Per tale motivo veniva usato come moneta di scambio.  

Restaurato il fercolo (‘a raricula) della reliquia



In occasione dei festeggiamenti di san Sebastiano a Palazzolo domenica 6 agosto alle 18,30 sarà portato in processione

Paolo Giliberto. Dall'Altipiano Ibleo ai Berberi del Nordafrica

Si scende a lume di candela e a piedi scalzi, attraverso stretti cunicoli, per arrivare ad oltre 100 m di profondità.

Sin dalle epoche più remote la ceramica è stata una delle prime manifestazioni artistiche dell'uomo grazie all'abbondanza della materia prima che le ha garantito ampia diffusione specie tra i popoli sedentari e dediti all'agricoltura. 

Quando volavano gli aquiloni

 A la stasciuni / Fazzu cumèrii ppi li picciriddi; / Ppi li sdirri facceri ri cartuni, / A pprimavera caggi ri cardidddi…




PALAZZOLO. In questo mese è uscito in Italia il film “Il cacciatore di aquiloni” ambientato a Kabul intorno agli anni ’70. In Afghanistan il film è stato vietato per una somma di ragioni, non ultima la certezza che i Talebani avrebbero fatto saltare in aria cinema e spettatori durante la proiezione. Bellissima la storia raccontata, ma troppo realistiche, per il governo di Kabul, le scene del film.

La ferra 'nsigna littri, nomi e verbi.

 Quando a scuola si usavano le bacchettate


PALAZZOLO. I severi maestri elementari dell'antica Roma tenevano sempre a portata di mano una bacchetta di ferula appositamente per le punizioni corporali. Era una prassi batterla sulle mani e sulle gambe dei piccoli scolari per porre rimedio alla disobbedienza e all'indisciplina. Tale "pedagogia del bastone", risalente al tempo delle guerre puniche, si è perpetuata fino ai primi decenni del secolo appena trascorso e in alcuni casi anche a ridosso degli ultimi. Tra quelli che ci leggono sicuramente ci sarà qualcuno che si ricorda ancora del suo maestro soprattutto perchè, spesso e volentieri metteva in pratica questo arcaico ma convincente "metodo educativo".

 

San Sebastiano e San Paolo nella tradizione orale


La plurisecolare controversia tra la chiesa Madre e per essa San Paolo e il quartiere omonimo, e la chiesa di San Sebastiano rappresentante il quartiere dei Sansebastianesi, fin dal lontano 1644 ha visto scorrere a Palazzolo fiumi d’inchiostro e di veleni.



I presepi di Giovanni Leone a Palazzolo Acreide

Il presepio, come rievocazione della nascita di Gesù, si fa risalire a San Francesco, il quale, nel 1223 allestì a Greccio, in un ambiente naturale, una Sacra Rappresentazione. Francescani prima, domenicani e gesuiti poi, diedero successivamente impulso alla costruzione di presepi sia stabili, sia mobili.



Cose arabe

 Questa semenza dunque... raccolta in una sottilissima pezza di lino, si tiene calda tra le mammelle delle donne...

 
"Sparse le gualdane in ogni luogo, sforzò e schivò la fortezza di Acri e col novello terrore delle stragi, delle depredazioni e de' guasti, piombò sopra Siracusa". 

Correva l’anno… 1964. Paolo Tarzan, gli Jivaros e la testa umana rimpicciolita (tsantsa)

Paolo Tinè, del ramo dei “Cazzarelli”, da ragazzo era conosciuto come Paolo Tarzan per la grande abilità di arrampicarsi sugli alberi tale e quale una scimmia, vale a dire come Tarzan, l’uomo scimmia per antonomasia.



Sotto le finestre sud del plesso scolastico delle elementari di Piazza Biblioteca, di fronte alla porcilaia dove don Nannino tirava su i suoi maiali a forza di lavatura, cioè con l’acqua di cottura della pasta della refezione scolastica, una volta esisteva un gigantesco albero che in altezza superava le finestre del 1° piano. Su quell’albero, Paolo, tutti i giorni all’uscita da scuola, dava dimostrazione della sua destrezza arrampicandosi fin sulla cima e, saltando da un ramo all’altro, emulava le gesta di Tarzan, accompagnate, naturalmente, dal mitico urlo.

Il 1° settembre a Palazzolo san Ciliu (sant’Egidio), ovvero quando si teneva a fera i l’uommini

 

Ancora fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, il contadino, proprietario di 3-4 ettari di terreno, di un mulo o di un asino e di qualche bovino, riusciva a lavorare in proprio collaborato dalla moglie e dai figli maschi (figghi màsculi, cannizzi addritta); in caso di bisogno reclutava a giornata qualche bracciante (jurnataru). I massari, invece, proprietari di stacchi di terra più estesi con diversi equini e più bovini necessitavano di manodopera salariata (jarzuni) allocata ad anno (adduvati) per procedere ai lavori più faticosi della campagna.

San Sebastiano depulsor pestilitatis. Da Roma a Pavia alla Sicilia

 

La basilica di San Pietro in Vincoli è nota perché, fra le tante reliquie e opere d'arte, ospita soprattutto la celebre statua marmorea del Mosè di Michelangelo.

Grande stupore suscita, ciononostante, il mosaico nel terzo altare della navata sinistra raffigurante un San Sebastiano maturo, con la barba e nelle vesti di un tribuno romano (fig.1).


LA SCALINATA DI SAN SEBASTIANO. E DIRE CHE NON LA VOLEVANO


Là dove finisce la Via Gaetano Italia, un secondo dopo aver messo piede (o ruota) in Via Duca d’Aosta per raggiungere finalmente Piazza del Popolo, vedi stagliarsi sullo sfondo l’imponente facciata della chiesa di San Sebastiano.

I bombardamenti del luglio 1943 a Palazzolo

Il drammatico racconto di un testimone del tempo: il prof. Erminio Pricone

È il drammatico racconto di un cittadino palazzolese testimone del tempo: il prof. Erminio Pricone. Il dattiloscritto mi fu affidato con la più ampia facoltà di disporne come e quando avrei voluto. Nel più assoluto rispetto della memoria di chi più non è, ho ritenuto opportuno pubblicarlo così come, allora (il 6 giugno 2000), mi fu consegnato.

Sul questo stesso Blog si potrà leggere un mio articolo già pubblicato su "Il Corriere degli Iblei" dal titolo "Luglio 1943: cinquant'anni fa una lapide in memoria". La lapide, come è noto, fu apposta all'inizio del Corso Vittorio Emanuele per onorare le vittime innocenti di questa gravissima e indimenticabile tragedia compiutasi a Palazzolo nello spazio di 24 ore.

Nello Blancato

 


 

I Santi puniti. Dalle suppliche, agli insulti, alle violenze “fisiche”

“Signuruzzu, ciuviti ciuviti / Cà li lavura su morti di siti; / Ni mannati una bbona / Senza lampi e senza trona”. 

La penuria di pioggia, quando si protrae a dismisura, provoca gravi danni alle campagne e ne compromette i raccolti. La piaga della siccità ha sempre preoccupato e preoccupa non solo i contadini ma la popolazione tutta, visto il legame viscerale tra l’uomo e la madre terra:  

Resibela ti cermo non fare più male

Rimedi e scongiuri nella tradizione popolare

Sulla scia di un pezzo pubblicato qualche tempo fa (Precetti antichi d'igiene), ancora una volta vogliamo generosamente mettere altri rimedi a beneficio di chiunque, di sicuro assai utili per superare taluni problemi di salute che nel quotidiano affliggono un po’ tutti.