Si chiamava Francesco Lombardo, ma per i
Palazzolesi era don Cicciu Pastasciutta,
nome "d'arte" diventato poi una sorta di marchio di fabbrica, visto
che come ultimo mestiere scelse quello di fabbricare giocattoli.
«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)
Tempo di crastuna (o barbaini)
A luglio e ad agosto si va per
chioccioline (vavalucieddi) che,
dormienti, stanno abbarbicate su spine e cespugli. Per non pungersi e per far
presto occorre munirsi di un bastone e di un vecchio ombrello aperto all'ingiù:
battendo gli steli le chioccioline vanno a finire sugli spicchi dell'ombrello.
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Tempo di ...
TOPONOMASTICANDO. Palazzolesi illustri nella toponomastica cittadina: Padre Bartolomeo Bernal (1425-1500)
(Ronco
Bernal, 2° a dx di via Ariete)
Ronco Bernal... Bernal! Chi era costui? Questo è il dubbio che assale chi nel leggere il nome di una strada intitolata ad un personaggio locale, si trova al cospetto di una targa che ne riporta il cognome nudo e crudo.
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Toponomasticando
I "nuri" di san Sebastiano
Il 10 agosto 1999 a Palazzolo, in un ideale abbraccio senza confini, si incontrano tutti i devoti del Santo bimartire
Palazzolo
Acreide. Tutto iniziò nella primavera del 1414 quando
nell'antico porto di Trogilo, tra Siracusa ed Augusta, i naufraghi di una nave
inglese tentarono di riportare via una cassa con dentro la statua di S.
Sebastiano ritenuta l'artefice della loro salvezza. Furono inutili i loro
sforzi e quelli dei Siracusani: la cassa miracolosa divenuta pesantissima, sembrava
piantata sugli scogli. Solo i Melillesi riuscirono a portare in paese la statua
del miracolo. Da allora il culto di S. Sebastiano, già assai diffuso fin dal IV
sec., in Sicilia ricevette un nuovo grande impulso.
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Feste ed eventi
Angelo Cassarino: sette volte in cammino per Santiago de Compostela
Sono rimasto impressionato
dall’atmosfera che si respirava e da una serie di rituali come quello del
“botafumeiro”.
Palazzolo Acreide. Sette, numero magico anche per Angelo Cassarino, per sette volte sul Cammino
per Santiago de Compostela.
ERAN VENTUNO: Don "Giorgiu" (Giorgio Licitra)
Nato a Ragusa il 3 marzo del
1880, don "Giorgiu" incominciò a bazzicare a Palazzolo fin da
piccolo, quando ancora la canapa dalle nostre parti era intensamente coltivata.
Assieme al padre cordaio compravano la materia prima per la loro attività e a
Ragusa la trasformavano in corde che poi vendevano nel loro stesso negozio.
A Palazzolo sempre attuali i variceddi
Nugoli
di ragazzini girano per le strade del quartiere portando in spalla "i
variceddi", piccole "vare" costruite da loro stessi con l'effige
del santo da festeggiare.
Palazzolo Acreide certamente un
primato lo detiene: nei quattro mesi dell'estate riesce a festeggiare con
grande solennità la bellezza di ben quattro Santi, in media uno al mese.
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Feste ed eventi
Quando le donne lavavano al fiume
…si partiva sempre di prima mattina, col carretto, a
barda, a piedi, per scorciatoie e sentieri appena tracciati...
Palazzolo Acreide. Un notissimo canto popolare ci rammenta l’atavica
consuetudine del bucato affidato alla donna: ”Sant’ Anna lavava, Maruzza
stinnìa, Gesuzzu chiancìa, minnedda vulìa...”. Proprio sant’Anna , la
“nonna” di Gesù cioè, è la protettrice delle lavandaie.
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Tradizioni costumi e curiosità
Qua, dove fioriscono i limoni
…La naca ti cunzai ‘n mienzu
l’aranci,‘n mienzu l’aranci e la lumia…
Palazzolo Acreide. Qualche tempo fa ad
un personaggio importante, appena messo piede all’aeroporto di Fontanarossa, fu
chiesto cosa l’avesse colpito al primo impatto con l’isola: “Il profumo
inebriante della zagara dei limoni e degli aranci” fu la pronta riposta
dell’intervistato.
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Tempo di ...
ERAN VENTUNO: Don Paulinu Genoveffa (Paolo Infantino)
Don Paolino
il patronimico Genoveffa lo aveva
ereditato dalla madre mentre questa era ancora in vita. Faceva il calzolaio e
nello stesso tempo badava ad un buco di negozio, attiguo alla scarparìa, una specie di microbazar dal
tetto basso, tutto scaffalato, sito al n. 27 di ronco Cairoli (u curtigghiu ri Furcedda, dal soprannome
di don ‘Mmastianu che c’abitava).
15 aprile 1951: l'acqua di ufra in piazza del Popolo
Cinquant'anni
fa un grande evento per i Palazzolesi!
PALAZZOLO ACREIDE. La
necessità di condurre l'acqua dalle sorgenti ai centri abitati è stata sentita
fin dalla preistoria. A Palazzolo tale esigenza fu appagata all'inizio della
seconda metà del secolo appena trascorso: il 15 aprile del 1951 fu inaugurato
ufficialmente l'acquedotto civico.
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Feste ed eventi
Fontane e acqualuori a Palazzolo
Palazzolo Acreide. Prima
che venissero costruiti gli acquedotti pubblici l'approvvigionamento idrico dei
vari centri urbani era affidato alle fontane dove erano convogliate le sorgenti
di maggiore portata: ad esse attingevano le donne e gli acqualuori; questi ultimi, per mestiere, vendevano l'acqua a
chiunque ne facesse richiesta.
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Mestieri tradizionali
ERAN VENTUNO: Pippinu Iuculanu (Giuseppe Giocolano)
Aveva il fisico duro come l’acciaio, i muscoli più forti della pietra marmurigna che sovente gli capitava sotto il suo piccone prepotente: cavava roccia a megatonnellate dalle nostre strade e contrade.
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