«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)

Quando le donne lavavano al fiume

…si partiva sempre di prima mattina, col carretto, a barda, a piedi, per scorciatoie e sentieri appena tracciati...
Palazzolo Acreide. Un notissimo canto popolare ci rammenta l’atavica consuetudine del bucato affidato alla donna: ”Sant’ Anna lavava,  Maruzza stinnìa, Gesuzzu chiancìa, minnedda vulìa...”. Proprio sant’Anna , la “nonna” di Gesù cioè, è la protettrice delle lavandaie.

Qua, dove fioriscono i limoni

 …La naca ti cunzai ‘n mienzu l’aranci,‘n mienzu l’aranci e la lumia…


Palazzolo Acreide. Qualche tempo fa ad un personaggio importante, appena messo piede all’aeroporto di Fontanarossa, fu chiesto cosa l’avesse colpito al primo impatto con l’isola: “Il profumo inebriante della zagara dei limoni e degli aranci” fu la pronta riposta dell’intervistato.

ERAN VENTUNO: Don Paulinu Genoveffa (Paolo Infantino)


Don Paolino il patronimico Genoveffa lo aveva ereditato dalla madre mentre questa era ancora in vita. Faceva il calzolaio e nello stesso tempo badava ad un buco di negozio, attiguo alla scarparìa, una specie di microbazar dal tetto basso, tutto scaffalato, sito al n. 27 di ronco Cairoli (u curtigghiu ri Furcedda, dal soprannome di don ‘Mmastianu che c’abitava).

15 aprile 1951: l'acqua di ufra in piazza del Popolo

Cinquant'anni fa un grande evento per i Palazzolesi!
PALAZZOLO ACREIDE. La necessità di condurre l'acqua dalle sorgenti ai centri abitati è stata sentita fin dalla preistoria. A Palazzolo tale esigenza fu appagata all'inizio della seconda metà del secolo appena trascorso: il 15 aprile del 1951 fu inaugurato ufficialmente l'acquedotto civico.

Fontane e acqualuori a Palazzolo


Palazzolo Acreide. Prima che venissero costruiti gli acquedotti pubblici l'approvvigionamento idrico dei vari centri urbani era affidato alle fontane dove erano convogliate le sorgenti di maggiore portata: ad esse attingevano le donne e gli acqualuori; questi ultimi, per mestiere, vendevano l'acqua a chiunque ne facesse richiesta.

ERAN VENTUNO: Pippinu Iuculanu (Giuseppe Giocolano)



Aveva il fisico duro come l’acciaio, i muscoli più forti della pietra marmurigna che sovente gli capitava sotto il suo piccone prepotente: cavava roccia a megatonnellate dalle nostre strade e contrade.

I "santuari" dell'oblio: le taverne

Le vecchie taverne di una volta sono in buona parte scomparse e le poche rimaste si affidano ai novelli buongustai e ai nostalgici incalliti. 

PALAZZOLO ACREIDE. Le osterie o taverne o bettole, nella tradizione locale, sono state il punto di riferimento privilegiato dalle varie categorie di maestranze.

Sdirrimarti ore 24: dal caos all’ordine

“…Ciancitulu, ciancitulu, ‘Uccieri e tavirnari,
Facitici lu rièpitu, Staffieri e manuali…”.


Palazzolo Acreide. Allo scoccare della mezzanotte del martedì grasso finisce il Carnevale e ha inizio la Quaresima.

S. Antonio abate: padrone del fuoco e protettore degli animali

...il santo è già partito per sfrecciare lungo le strade e le traverse del paese "inseguito" da centinaia di devoti... 

Fin dall'epoca precristiana i Romani nel periodo in cui cade la festa di sant'Antonio celebravano cerimonie lustrali per purificare gli uomini, gli animali, i campi.

Vincenzo, il naif di via Trionfale a Roma



A qualsiasi ora del giorno lo trovi sempre lì, nella sua bottega all'aperto, sul marciapiedi nel punto in cui a Roma la via Trionfale incrocia la via Troya, all'altezza del civico 8704.
Un tavolo, uno sgabello, qualche attrezzo, vinavil, chiodi, colori e un carrello del supermercato per riporre al coperto la sua roba quando a sera chiude la lunga giornata lavorativa.

Albero di Natale, Presepe, o Presalbero?

Oggi, accanto alla italianissima tradizione del Presepe, si è sempre più diffusa la tradizione dell’Albero di Natale



Palazzolo Acreide. Albero di Natale o Presepe? Un mese prima di Natale, ma anche prima, bancarelle, negozi, grandi magazzini, centri commerciali, straripano di pastori, casette, abeti artificiali e naturali, fili argentati, palline, luci, puntalini, insomma tutto quello che occorre per l’Albero e il Presepe. Il marketing da un lato, la società dei consumi dall’altro, hanno ormai anticipato di molto i tempi che precedono le feste calendariali e così i prodotti voluttuari compaiono prestissimo sui banchi  di vendita.    

Immacolata Concezione: festa della devozione universale

Quantu è bedda Maria ‘Mmaculata! / Ca l’angili la vonnu fari zita, / Nun cc’è nuddu ca l’ha taliata / sulu Giuseppi e la parma ciuruta.

PALAZZOLO ACREIDE. L’8 dicembre ricorre la festa più importante dell’Avvento, la solennità dell’Immacolata Concezione. Lo stesso giorno, per tradizione, si allestisce il presepe o l’albero; è quindi una sorta di preludio al Natale, anche se oggi, in pieno consumismo, le avvisaglie hanno inizio molto prima con l’esposizione e la vendita degli addobbi natalizi. Sempre la tradizione imponeva che in questo giorno si mangiasse la mortella, i cui rami carichi di bacche nere o bianche servivano anche ad adornare il presepe.

ERAN VENTUNO: Patri Giannoni u ranni (Rev. Don Giovanni Giannone)

Tornò alla casa del Padre all’alba di uno sciroccoso 19 febbraio del 1979. Aveva 66 anni e da più di un mese era degente presso la divisione di urologia dell’Ospedale Umberto I di Siracusa. 

Il carretto, da veicolo ad oggetto di folklore e cultura

"Il carretto siciliano? Il poema più originale e più suggestivo che vi sia". (R. Bazin)

PALAZZOLO. I cinque carretti siciliani presenti alla sfilata dei carri allegorici del carnevale di Palazzolo, ci danno l'occasione per scrivere qualche nota relativa a questo manufatto popolare che, per oltre un secolo, è stato il mezzo di trasporto più diffuso in Sicilia.