«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)

Il carretto, da veicolo ad oggetto di folklore e cultura

"Il carretto siciliano? Il poema più originale e più suggestivo che vi sia". (R. Bazin)

PALAZZOLO. I cinque carretti siciliani presenti alla sfilata dei carri allegorici del carnevale di Palazzolo, ci danno l'occasione per scrivere qualche nota relativa a questo manufatto popolare che, per oltre un secolo, è stato il mezzo di trasporto più diffuso in Sicilia.

L'estate e altri miracoli: san Martino, il santo dell'abbondanza e del vino


Quando le foglie diventano effimere e più belle dei fiori per i loro colori intensi e scintillanti si avvicina l'estate di San Martino.

ERAN VENTUNO: Don ‘Mmastianu Culosa (Sebastiano Colosa)

A richiesta faceva da secondo agli autotrenisti quando per legge erano obbligati a viaggiare con accanto un altro autista fornito di patente omologa (“terzo e terzo” veniva chiamata all’epoca). 

A chiddi tiempi: l'Arena Di Mauro (INEDITO)




PALAZZOLO ACREIDE - L'idea di questo pezzo mi è nata quando ho rivisto in piazza, dopo tantissimo tempo, Michele Di Mauro. Il padre Giuseppe Di Mauro assieme al fratello Emilio, a cavallo degli anni '40-'50 del secolo scorso, gestiva il cinema estivo "Arena Di Mauro" nell'area scoperta del lato ovest del Municipio poi edificata e adibita a Biblioteca comunale.

Tempo di fichidindia

alla fine, tanta tenacia fu premiata da una evacuazione oceanica che per primo investì lo stesso flebotomo…

"Mi scantu a pigghialla,/ Mi scantu a tuccalla,/ Cci tagghiu la testa,/ cci tagghiu la cura,/ E trovu dda rintra,/ ‘Na bedda signura”

ERAN VENTUNO: ‘A Quararàra' (Angela Cassia)


In famiglia erano tutti di taglia forte, extralarge. Il padre, don Pippinu Cassia, faceva lo stagnino, ‘u quararàru, e i figli, due fratelli e tre sorelle, dal mestiere esercitato dal padre, per “diritto” di consanguineità avevano preso il nome di Quararàri.

Quando via Monastero diventava una "Las Vegas" nostrana

A  MARGINE DELLA FESTA DI SAN SEBASTIANO



PALAZZOLO ACREIDE - Le quattro feste religiose che in estate si celebrano a Palazzolo richiamano tantissima gente del posto e dai  paesi vicini. In particolare, i festeggiamenti del 10 agosto in onore di San Sebastiano nel cuore dell'alta stagione fanno registrare un enorme afflusso di forestieri e di emigrati che ritornano per le ferie. I bancarellari in questa festa, secondo la vecchia consuetudine, piazzano tavoli e bancarelle di giocattoli e di merce varia sui marciapiedi del Corso.

ERAN VENTUNO: Saro Branca (Rosario Branca)

A distanza di oltre dieci anni dell'uscita del mio "Eran ventuno. Persone e Personaggi Palazzolesi",  ritengo sia arrivato il momento di postare, uno per volta sul mio blog, tutti e ventuno i personaggi inseriti nella raccolta.
Per meglio capire la "filosofia" e gli intenti che hanno ispirato questa pubblicazione il primo personaggio (Rosario Branca) è eccezionalmente preceduto da uno stralcio della mia presentazione al libro.

Che ca… ppero vuoi!?


…i capperi, Frine, li dava come stimolante (una sorta di Viagra) ai suoi amici quando erano fortemente esauriti.

Liliana Moscuzza: cinquant’anni tra musica, canti, inni, salmi, litanie…

… mia madre mi prendeva le dita intirizzite tra le sue mani e me li strofinava per riscaldarle, ci soffiava sopra…


Palazzolo. Le funzioni religiose in chiesa sono accompagnate da varie composizioni strumentali e vocali  che introducono o evidenziano le sequenze della celebrazione e coinvolgono in prima persona l’assemblea invitata a rispondere coralmente.

Le fave, cibo ancestrale delle classi popolari

"Aprili favi cini, si nun su' ccà, su' a li marini".


PALAZZOLO. L'uomo, secondo il filosofo Porfirio, avrebbe avuto il suo primo nutrimento nelle fave. Nell'antichità classica, la minestra di fave, entrava nei riti sacri dedicati agli dei e all'arrivo della primavera. Nel Medioevo la coltivazione delle fave era diffusissima e più o meno questo legume veniva cucinato e  consumato come ai nostri giorni.  

Credenze e riti della Settimana Santa

La Domenica delle Palme

Tempo di Pasqua, tempo di riti: riti sacri, riti devozionali, gli uni e gli altri carichi di valore simbolico. I primi imposti dalla liturgia canonica, gli altri tramandati dalla religiosità popolare, secondo la quale, ha grande importanza la stessa data della Pasqua. Difatti se la Pasqua è bassa (vicino alla data d'inizio della primavera) è un buon auspicio, invece, "se 'a Pasqua è maiulina, u riavulu si scatina".

Neve, neviere e nivari. Viaggio intorno al freddo

Nei primi decenni del secolo scorso a Palazzolo, la neve, abbondante, si vendeva al prezzo di cent. 20 il chilogrammo. Gli  inverni di una volta però erano senz'altro più rigidi e le nevicate sui declivi dell'Acremonte non erano affatto infrequenti, anzi.


            Una controprova di quanto asserito, tra gli altri, ce la dà Gabriele Iudica. Scrive, infatti, l'insigne archeologo e mecenate palazzolese: "Era già sopraggiunto l'inverno (anno 1814, n.d.a.) ed in vero rigidissimo pe' venti aquilonari, e pel frequente fioccar della neve..." (Le antichità di Acre, Messina 1819, copia anastatica ISA, p.74).

Gli allupati di Palazzolo e altre questioni lupigne

"Lu lupu quannu va pi la campagna, va pi manciari carni picurina".



Per secoli, il lupo è stato considerato uno dei principali nemici dell'uomo: furbo, agile e forte è stato cacciato e braccato sulle montagne da "lupari" occasionali e di professione. L'ancestrale paura per questa bestia, è stata da sempre sfruttata nelle favole e nei cunta o come minaccia per incutere timore ai bambini irrequieti. Ora le condizioni del lupo sono cambiate, e se un tempo lo si temeva, oggi si teme per lui, per la sua  estinzione.

Il calendario e i mesi

Lu friddu di Jnnaru, / Lu malu tempu di Frivaru, / Lu ventu di Marzu,...


Palazzolo. Calendario deriva da Kalendae, parola latina con la quale gli antichi Romani indicavano il primo giorno di ogni mese. Ma Kalendarium, in latino, dapprima rappresentava semplicemente un registro sul quale venivano annotate le somme date a prestito e la data di restituzione della somma ceduta. Soltanto in seguito Kalendarium ebbe il significato attuale, cioè di enumerazione annuale del tempo.