«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)

15 aprile 1951: l'acqua di ufra in piazza del Popolo

Cinquant'anni fa un grande evento per i Palazzolesi!
PALAZZOLO ACREIDE. La necessità di condurre l'acqua dalle sorgenti ai centri abitati è stata sentita fin dalla preistoria. A Palazzolo tale esigenza fu appagata all'inizio della seconda metà del secolo appena trascorso: il 15 aprile del 1951 fu inaugurato ufficialmente l'acquedotto civico.

Fontane e acqualuori a Palazzolo


Palazzolo Acreide. Prima che venissero costruiti gli acquedotti pubblici l'approvvigionamento idrico dei vari centri urbani era affidato alle fontane dove erano convogliate le sorgenti di maggiore portata: ad esse attingevano le donne e gli acqualuori; questi ultimi, per mestiere, vendevano l'acqua a chiunque ne facesse richiesta.

ERAN VENTUNO: Pippinu Iuculanu (Giuseppe Giocolano)



Aveva il fisico duro come l’acciaio, i muscoli più forti della pietra marmurigna che sovente gli capitava sotto il suo piccone prepotente: cavava roccia a megatonnellate dalle nostre strade e contrade.

I "santuari" dell'oblio: le taverne

Le vecchie taverne di una volta sono in buona parte scomparse e le poche rimaste si affidano ai novelli buongustai e ai nostalgici incalliti. 

PALAZZOLO ACREIDE. Le osterie o taverne o bettole, nella tradizione locale, sono state il punto di riferimento privilegiato dalle varie categorie di maestranze.

Sdirrimarti ore 24: dal caos all’ordine

“…Ciancitulu, ciancitulu, ‘Uccieri e tavirnari,
Facitici lu rièpitu, Staffieri e manuali…”.


Palazzolo Acreide. Allo scoccare della mezzanotte del martedì grasso finisce il Carnevale e ha inizio la Quaresima.

S. Antonio abate: padrone del fuoco e protettore degli animali

...il santo è già partito per sfrecciare lungo le strade e le traverse del paese "inseguito" da centinaia di devoti... 

Fin dall'epoca precristiana i Romani nel periodo in cui cade la festa di sant'Antonio celebravano cerimonie lustrali per purificare gli uomini, gli animali, i campi.

Vincenzo, il naif di via Trionfale a Roma



A qualsiasi ora del giorno lo trovi sempre lì, nella sua bottega all'aperto, sul marciapiedi nel punto in cui a Roma la via Trionfale incrocia la via Troya, all'altezza del civico 8704.
Un tavolo, uno sgabello, qualche attrezzo, vinavil, chiodi, colori e un carrello del supermercato per riporre al coperto la sua roba quando a sera chiude la lunga giornata lavorativa.

Albero di Natale, Presepe, o Presalbero?

Oggi, accanto alla italianissima tradizione del Presepe, si è sempre più diffusa la tradizione dell’Albero di Natale



Palazzolo Acreide. Albero di Natale o Presepe? Un mese prima di Natale, ma anche prima, bancarelle, negozi, grandi magazzini, centri commerciali, straripano di pastori, casette, abeti artificiali e naturali, fili argentati, palline, luci, puntalini, insomma tutto quello che occorre per l’Albero e il Presepe. Il marketing da un lato, la società dei consumi dall’altro, hanno ormai anticipato di molto i tempi che precedono le feste calendariali e così i prodotti voluttuari compaiono prestissimo sui banchi  di vendita.    

Immacolata Concezione: festa della devozione universale

Quantu è bedda Maria ‘Mmaculata! / Ca l’angili la vonnu fari zita, / Nun cc’è nuddu ca l’ha taliata / sulu Giuseppi e la parma ciuruta.

PALAZZOLO ACREIDE. L’8 dicembre ricorre la festa più importante dell’Avvento, la solennità dell’Immacolata Concezione. Lo stesso giorno, per tradizione, si allestisce il presepe o l’albero; è quindi una sorta di preludio al Natale, anche se oggi, in pieno consumismo, le avvisaglie hanno inizio molto prima con l’esposizione e la vendita degli addobbi natalizi. Sempre la tradizione imponeva che in questo giorno si mangiasse la mortella, i cui rami carichi di bacche nere o bianche servivano anche ad adornare il presepe.

ERAN VENTUNO: Patri Giannoni u ranni (Rev. Don Giovanni Giannone)

Tornò alla casa del Padre all’alba di uno sciroccoso 19 febbraio del 1979. Aveva 66 anni e da più di un mese era degente presso la divisione di urologia dell’Ospedale Umberto I di Siracusa. 

Il carretto, da veicolo ad oggetto di folklore e cultura

"Il carretto siciliano? Il poema più originale e più suggestivo che vi sia". (R. Bazin)

PALAZZOLO. I cinque carretti siciliani presenti alla sfilata dei carri allegorici del carnevale di Palazzolo, ci danno l'occasione per scrivere qualche nota relativa a questo manufatto popolare che, per oltre un secolo, è stato il mezzo di trasporto più diffuso in Sicilia.

L'estate e altri miracoli: san Martino, il santo dell'abbondanza e del vino


Quando le foglie diventano effimere e più belle dei fiori per i loro colori intensi e scintillanti si avvicina l'estate di San Martino.

ERAN VENTUNO: Don ‘Mmastianu Culosa (Sebastiano Colosa)

A richiesta faceva da secondo agli autotrenisti quando per legge erano obbligati a viaggiare con accanto un altro autista fornito di patente omologa (“terzo e terzo” veniva chiamata all’epoca). 

A chiddi tiempi: l'Arena Di Mauro (INEDITO)




PALAZZOLO ACREIDE - L'idea di questo pezzo mi è nata quando ho rivisto in piazza, dopo tantissimo tempo, Michele Di Mauro. Il padre Giuseppe Di Mauro assieme al fratello Emilio, a cavallo degli anni '40-'50 del secolo scorso, gestiva il cinema estivo "Arena Di Mauro" nell'area scoperta del lato ovest del Municipio poi edificata e adibita a Biblioteca comunale.

Tempo di fichidindia

alla fine, tanta tenacia fu premiata da una evacuazione oceanica che per primo investì lo stesso flebotomo…

"Mi scantu a pigghialla,/ Mi scantu a tuccalla,/ Cci tagghiu la testa,/ cci tagghiu la cura,/ E trovu dda rintra,/ ‘Na bedda signura”