«Tre cose sottili sono il maggior sostegno del mondo: il sottil rivolo di latte dalla mammella della mucca dentro il secchio; la foglia sottile del frumento ancora verde sulla terra; il filo sottile sulla mano di una donna industriosa. Tre rumori di prosperità: il muggito di una mucca gonfia di latte; il tintinnio del ferro di una fucina; il fruscio di un aratro.» (The Trials of Ireland, secolo IX)

Visualizzazione post con etichetta Tempo di .... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tempo di .... Mostra tutti i post

Le noci di Palazzolo come quelle di Sorrento

 Cci rissi 'u surci â nuci: "rammi tiempu ca ti pierciu"

Dalla settimana prima di S. Michele alla prima decade di ottobre: è questo più o meno il periodo propizio per la raccolta delle noci dalle nostre parti; il mallo va in maturità e lascia libero il guscio, pronto per essere bacchiato. 

U favaragghiu o millicuccu

La mamma quantu un castieddu, lu figghiu un cicirieddu!

Palazzolo Acreide. Appena iniziava la scuola i primi giorni di calia erano inevitabilmente riservati all'incetta dei favaragghi.

Per i ceci gli Angioini persero la testa e il Regno

Agghiu ‘n picciriddu tuttu natichi e nasiddu

Era l’ora del Vespro del lunedì di Pasqua del 31 marzo del 1282. Nella chiesa di S. Spirito, nei pressi di Palermo, si celebrava una festa. Un soldato francese, col pretesto di accertarsi se portava armi, oltraggiò una giovane donna.

Autunno, tempo di caldarroste

  “Ieeee nun ci iti ‘nti mo frati, ca su fraciti e ammucati: m’abbruciu! m’abbruciu!”…  

A Palazzolo, l’autunno si preannuncia la vigilia dell’Addolorata con il profumo delle castagne arrostite. 

Dolcezze d'autunno: mostarda, cotognata, pasta reale

 Sono tre tipici dolci che hanno in comune il sole siciliano, la squisitezza e la lunga conservazione.

Tempo di crastuna (o barbaini)


A luglio e ad agosto si va per chioccioline (vavalucieddi) che, dormienti, stanno abbarbicate su spine e cespugli. Per non pungersi e per far presto occorre munirsi di un bastone e di un vecchio ombrello aperto all'ingiù: battendo gli steli le chioccioline vanno a finire sugli spicchi dell'ombrello.

Estate, tempo di origano

A Palazzolo passa ancora un ambulante modicano che altre ai capperi (i coccia ‘e ciaaaappiri) vende mazzetti di origano spontaneo.

Palazzolo Acreide.  Estate, tempo di origano. Origano, “gioia della montagna”, dal greco “oros”, montagna e “gonos" gioia.

Qua, dove fioriscono i limoni

 …La naca ti cunzai ‘n mienzu l’aranci,‘n mienzu l’aranci e la lumia…


Palazzolo Acreide. Qualche tempo fa ad un personaggio importante, appena messo piede all’aeroporto di Fontanarossa, fu chiesto cosa l’avesse colpito al primo impatto con l’isola: “Il profumo inebriante della zagara dei limoni e degli aranci” fu la pronta riposta dell’intervistato.

Tempo di fichidindia

alla fine, tanta tenacia fu premiata da una evacuazione oceanica che per primo investì lo stesso flebotomo…

"Mi scantu a pigghialla,/ Mi scantu a tuccalla,/ Cci tagghiu la testa,/ cci tagghiu la cura,/ E trovu dda rintra,/ ‘Na bedda signura”

Che ca… ppero vuoi!?


…i capperi, Frine, li dava come stimolante (una sorta di Viagra) ai suoi amici quando erano fortemente esauriti.

Le fave, cibo ancestrale delle classi popolari

"Aprili favi cini, si nun su' ccà, su' a li marini".


PALAZZOLO. L'uomo, secondo il filosofo Porfirio, avrebbe avuto il suo primo nutrimento nelle fave. Nell'antichità classica, la minestra di fave, entrava nei riti sacri dedicati agli dei e all'arrivo della primavera. Nel Medioevo la coltivazione delle fave era diffusissima e più o meno questo legume veniva cucinato e  consumato come ai nostri giorni.  

Il calendario e i mesi

Lu friddu di Jnnaru, / Lu malu tempu di Frivaru, / Lu ventu di Marzu,...


Palazzolo. Calendario deriva da Kalendae, parola latina con la quale gli antichi Romani indicavano il primo giorno di ogni mese. Ma Kalendarium, in latino, dapprima rappresentava semplicemente un registro sul quale venivano annotate le somme date a prestito e la data di restituzione della somma ceduta. Soltanto in seguito Kalendarium ebbe il significato attuale, cioè di enumerazione annuale del tempo. 

Il mandorlo messaggero di primavera


Leonardo Sciascia: "La mandorla di Avola, un ovale perfetto da far pensare ai volti femminili di Antonello"
 


         PALAZZOLO. La fioritura precoce è una caratteristica di questa pianta asiatica coltivata da più di quattromila anni, portata dai Fenici nel bacino mediterraneo e dai Greci in Italia.

Tempo di fichi


...all'alba, cogghi ficu 'ntra li rami… la sira, canta canzuni d'amuri”.


Palazzolo. Una storia ultra millenaria quella del fico, iniziata molto tempo prima che l'uomo facesse la sua comparsa sulla terra e, appena la fece, le foglie di fico intrecciate furono i primi vestiti che indossarono Adamo ed Eva, subito dopo la Disubbidienza.

U muluni ri acqua: rinfrescante frutto conviviale dell’estate


Solo a vederlo e tagliarlo mette allegria e si divide volentieri con gli amici.

  
Si ritiene che il cocomero (Citrullus volgaris) sia originario dell'Africa tropicale e, secondo alcuni documenti risalenti all'epoca egizia, sarebbe una specie coltivata da oltre 4000 anni. Non è detto però che gli antichi Greci e Romani intendessero con i termini anguria (angurion) e cocomero (cucumis) il frutto (muluni ri acqua) che intendiamo noi oggi.

Il signor... porco


Tri sunu li festi principali: Pasqua, Natali e quannu s'ammazza 'u maiali.


Una volta all'anno gli antichi Egizi sacrificavano maiali alla luna e a Osiride; e non solo li sacrificavano ma ne mangiavano la carne, solo per quel giorno.

Granite e gelati: antico refrigerio estivo

Citro e cicccolatto... mandorla brussscolita, Gelati di Benevento... chi ne mangia uno ne mangia cento...

La lunga e torrida estate siciliana si combatte anche consumando granite e gelati. Per molto tempo considerati specialità meridionali, oggi sono diffusi in tutto il mondo e sono diventati prodotti di largo consumo per il loro alto valore nutritivo.

L’aglio, tra medicina, medicina popolare e scongiuri


Nun è aranciu, ed ha li spiccia, nun è monucu ed ha la varva, nun è fimmina, ed ha la trizza…

Raccoltine di stagione negli Iblei

I sparici sarbagghi ca rriùddunu ro funnu ra frattina i Bbauly…è m-masuni arrubbatu ca sapi i prummintiu,  ràzzia ri terra e-ppani a-llivitari…